Eri un cigno
leggevo
accanto ai tuoi occhi stanchi
respirando il tuo dolore
dolce il tuo sguardo
posava petali d'amore
sul mio cuore di bambina
guardavo
con occhi incantati
la morfina entrare lenta
pareva vivo il tuo torpore
le tue mani d'avorio
ancor m'incantano il pensiero
studiavo
seduta sul tuo letto
che era ultima dimora
ripetevo la lezione
era luglio e tu ascoltavi
rammento il tuo sorriso
guardavo
i mattoni ed il cemento
sigillare la tua vita
solo allora scesero lente
gocce di miele sul mio volto
ancora ne sento il sapore
nei miei occhi è riflesso il tuo ultimo vivissimo sguardo
...ora lo so...
eri un cigno che cantava morendo
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L'autore
Marinella Accinelli
Ho cominciato a scrivere poesie molto presto, già alle elementari, per la necessità di esternare le mie emozioni, tante, troppe per restare chiuse dentro, e da allora non ho mai smesso Ho una laurea in lettere e mia professione è la gemmologia, ma la vera passione resta la poesia...sono ciò che si definisce un poeta
Commenti (1)
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Rasimaco12 ottobre 2009
ho letto questa poesia che mi ha profondamente commosso per la spontaneità dell'accorato monologo... sullo stile e sul lessico non disserto, ma il contenuto mi ha colpito...
