Riverenza

Rive, Renza,
le borse agli occhi
e oceani dilatati
del nero di pupille.
Se tu, se io,
se l'attimo sfuggì
di mano al giocoliere.
Si frantumò
per un lamento
la camera anti- panico.
Riverenza,
rispetto in fiocchi,
m'inchino all'amor
proprio di riserva.
Se tu, se io,
se il cuor mi cadde
in bocca al mangiafuoco.
Si frantumò
senza un lamento
e poi si sciolse.
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (2)
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Zima15 ottobre 2009
tu sei -geniale! l'avvicendarsi delle immagini mi cattura, la chiusa resta triste. non so che dire, se non che è bella!
Stefano Sivo15 ottobre 2009
...incalzante... travolgente nel suo incedere... versi di genialità immacolata... e chiusa... struggente... mi è caduto il mento!

