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Natura 16 ottobre 2009 · lettura 1 min · 1682 letture

Il passero

Antonio Sammaritano 134 poesie pubblicate
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Il passero volò sul nido abbandonato. Vide la luce tra i rami illuminare le dischiuse uova... Nello scintillare della morta foglia, si ascoltarono versi d'altre vite venute appena al mondo... E il passero solitario, volse alla sua prole un tenero sguardo, un canto d'amore... Allora ebbe paura di non essere solo: riprese il volo e non tornò mai più.
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L'autore
Antonio Sammaritano

Antonio Sammaritano nasce a Mazara del Vallo nel 1960 dove è sempre vissuto.Separato, ha due figlie che adora: Clara (la prima a cui sottopone in visione i suoi lavori) e Giulia. Dopo l’esperienza universitaria inizia ad insegnare in forma privata Matematica e informatica di base. Oltre alla letteratura ama dipingere,

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Commenti (4)

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Lina Sirianni16 ottobre 2009

Un passero ben strano questo che abbandona il suo nido e non si fa forza di restar comunque vicino alla sua prole... Anche udendo altre voci... Stupende metafore che fanno entrare nel sentire dell'autore, oggi molto ermetico e sconfortato Posso ben dire che è una splendida Poesia

Doraforino16 ottobre 2009

Se questo passero solitario, ha trovato la nidiata della sua prole... perché non è rimasto con loro? Avrebbe finalmente trovato la sua famiglia! Invece riprende il volo!... E' strano questo passero solitario...! C'è da chiedersi allora era lui che voleva stare solo? C'è forse qualche passaggio che non mi torna!...

Non sono brava ad individuare il significato delle metafore mi limito a commentare come sento, sperando di non discostarmi troppo dal vero significato. C'è tenerezza in quel passero che vola in quel nido, ormai abbandonato. Quasi un volersi accertare che tutto sia come deve. Le uova sono dischiuse, la prole è ormai volata ma ne sente il vociare. La sua prole, teneramente amata a cui volge un canto d'amore. Ma qualche cosa turba quel passero. una cosa che forse lo ferisce al punto tale da fargli decidere di allontanarsi per non tornare più. Molteplici sono le sensazioni percepite. Dalla tenerezza al desiderio, dalla gioia al dolore misto ad amarezza e timore.

Angela16 ottobre 2009

Io ho interpretato questa poesia in un modo diverso: Il nido era abbandonato per cui la prole forse non era del passero. Quando l'autore dice: il passero volse lo sguardo alla sua prole "SUA" potrebbe voler dire LA PROLE Di QUEL NIDO e non necessariamente sua del passero. Il passero prova sentimenti d'amore per i passerottini indipendentemente che siano suoi o meno (non gli è dato di saperlo ma probabilmente non sono suoi altrimenti il nido non sarebbe abbandonato.) Ma questi sentimentii d'amore non riescono a imporsi e far cambiare definitavamente al passero il corso della sua vita. Egli ama ma teme questo sentimento perché è sempre stato un passero solitario e sa vivere solo così evitando gioie e dolori seguendo la sua libertà