Al mercato
Or che di verità
viviam solo ricordi
par che non sia più degno
chi di povertà ricopre i giorni
incontrastato regna il luccicar
d'ori e brillanti
falsi
come i sorrisi
son merce di mercato
lasciata in conto vendita
di cui il servo ne fa commercio
per dar frutti al padrone
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L'autore
Turan
Commenti (2)
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Kiaraluna22 ottobre 2009
Lontane le memorie quando la semplicità era sinomino di onestà,ora se non luccichi e sfavilli non sei nessuno, e nulla conta se dietro i brillocchi( fondi di bicchiere) di sostanza non ce n'è,l'importante è darsi da fare per accontentare il padrone, che ha tanti nomi... superbia, povertà d'animo, ipocrisia, ma soprattutto assenza di rispetto e dignità. Solo chi ha stile da vendere riesce a dire tante profonde verità in pochi versi. Apprezzatissima, da inchino.
Paolo Ursaia22 ottobre 2009
Ahimè...la verità, in versi eleganti e malinconici; musicalità e classe, per una denuncia amara. Piaciuta


