Devi morire
Ho cominciato a scrivere poesie molto presto, già alle elementari, per la necessità di esternare le mie emozioni, tante, troppe per restare chiuse dentro, e da allora non ho mai smesso Ho una laurea in lettere e mia professione è la gemmologia, ma la vera passione resta la poesia...sono ciò che si definisce un poeta
Commenti (14)
Condivido il tuo pensiero. Una mia poesia che parla proprio degli artisti ed è diventata una bellissima canzone, ad un certo punto dice: "maledetti gli artisti che non li puoi imbavaglaire, zittire, censurare... quando scrivono sui muri parole che ti fanno pensare..." insomma, se questo è il tuo pensiero l'autocensura non è la soluzione giusta. Auguri immensi
L'autrice, che ammiro molto e sinceramente, sa come la penso. Volevo solo aggiungere che ammiro il fatto che abbia riproposto la sua poesia, ero dispiaciuto, che l'avesse tolta, e benché io non la condivida... sono felice che la poesia sia stata liberata.
...condivido la poesia, il pensiero... condivido tutto, ma la morte, sai... sarà che non la vedo come una punizione, sarà che rientra in ciò che viene chiamato "processo biologico umano"...è forse il dolore... boh, chi crea dolore non va ripagato con un qualcosa di naturale, forse non va proprio ripagato con nulla...è come augurare al sole che secca una pianta 12 ore di buio... quelle arrivano comunque, indipendentemente dal nostro volere...
Di fronte all'abberrazione mostruosa di un uomo, in quanto tale perché cammina su due gambe, quello che si prova è il desiderio che sparisca per sempre non prima di essere passato sotto le peggiori torture. Non ci sono spiegazioni né giustificazioni che tengano. I danni irreparabili e permanenti nell'anima e nel corpo della vittima saranno marchio indelebile e condizionante. Mi chiedo sempre in simili casi se volessi fare io da boia.
Non mi permetto di entrare nel merito delle tue emozioni. L'odio nasce sempre da qualcosa di forte e di mostruoso e quello che racconti in questa poesia lo è. Anche io credo che Caino possa essere toccato, ma non dallo stato. la vendetta di stato non la concepisco, perché lo stato non può odiare. Possono odiare solo i parenti delle vittime.
Se l'uscita deve essere una provocazione, sono d'accordo. Se si tratta di un concetto, non condivido. Ma non conosco i fatti, quindi non giudico ... La poesia è bellissima, tutta, dalla prima all'ultima parola. E rende l'idea di quanto volevi esprimere, tanto che leggendoti si assaporano odori, si vedono immagini ed espressione di volti, si sentono voci. Realistica davvero. piaciutissima.
poesia intrisa di rabbia, disprezzo, dolore... crudelmente bellissima! da studioso di giurisprudenza non posso condividere il tuo "devi morire", ma se devo dar retta a quello che suscitano certi avvenimenti, vorrei tanto che il tuo "augurio" terribile trovasse il consenso di Colui che giudica...
...contenta di rivederla... accolgo questo punto di osservazione pur non facendolo mio... anche se certamente la posizione da cui si guarda... ha un peso determinante...
Sinceramente non condivido nulla di questa poesia, pur apprezzandone enormemente la sincerità, il calore emotivo che emana. Sotto quel profilo credo sia perfetta, come tutto dovrebbe essere, ma a tratti c'è una forma poetica un po' ostentata e inadeguata al ruggito di dolore che hai voluto rappresentare. Felicitazioni per lo spirito e a rileggerti presto, magari su un'onda di serenità.
Un urlo... come tale deve essere preso; la razionalità. la pulizia dello stile... persino il buonismo mascherato da civiltà...devono venire dopo. Questo è un urlo. E, come tale, irrazionale, perfino crudele e riprovevole. Come bestiale e riprovevole è Caino, che trova sempre difensori.
Il silenzio e la censura non fanno altro che creare mostri che, poi, si autoalimentano. Hai fatto bene a denunciare poeticamente il fatto, ma hai sbagliato la pena finale per una persona la cui esistenza o non- esistenza non ha alcun valore nell'esistenza stessa dell'universo. Ergo, meglio lasciarlo in esistenza, ma con una giusta e duratura pena. ...pesa più esistere con una pena eterna che morire e tornare nella fucina del Creatore.
Credo sia giusto esprimere e condividere la propria opinione, sulla base di un testo come questo che, tra l'altro, è stato inserito tra le poesie in evidenza (e mi domando il perché). La libertà di pensiero e di espressione mi impediscono (e ne sono felice) di oppormi alla pubblicazione di un simile "messaggio", che l'Autrice ha voluto condividere come se si trattasse di far leggere ad altri il diario del cuore. Quello che davvero mi stupisce è la quantità di consensi che questo "sfogo" (e dico sfogo perché la poesia a mio parere non può essere strumento d'odio) ha ricevuto da tutti gli autori che l'hanno commentato, dato che questo non è un forum di filosofia giuridica... oppure lo è ed io non me n'ero accorto?
...credo che in questo caso sia stato messo in evidenza il tema ed il conseguente sfogo dell'autrice ...ne danno atto anche i commenti ...quel "devi morire" non mi piace affatto, al contrario "lei è un sacco vuoto" è un'immagine reale, umana ...nel complesso però,resto perplesso
se ti ricordi già l'altra volta ti avevo chiesto di non toglierla, benché dura, ma la poesie può e deve essere anche questo, espressione di uno stato d'animo, di una rabbia. E tu l'hai espressa magnificamente con tanta partecipazione e con una lirica pulita ed efficace.







