Immobile (come un albero)
Immobile,
l'angoscia m'allunga le braccia
come rami smagriti
in un cielo avido di preghiere fruscianti
L'anima dal cuore scivola via
e come chioma squassata dal vento
s'avvolge intorno al mio corpo contorto
da un dolore che si fa corteccia
protezione di queste ultime lacrime
linfa nascosta di una speranza incrollabile
Sto,
ferma
i piedi saldi sui ricordi
segreti che pulsano e spingono
le dita, novelle foglie
a schiudersi in una supplica
Non sento la stanchezza
il sole del giudizio
strina i pochi fiori, coraggiosi
che sfidano le algide stelle, morte
-finta è la loro luce-
e immobile come
la quercia su un colle consumato
da piogge lontane
aspetto il miracolo:
un frutto di inesprimibile sapore
©
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia23 ottobre 2009
Intensa... malinconica, eppure piena di quella segreta speranza, di quel completo abbandono... piaciuta
