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Introspezione 24 ottobre 2009 · lettura 1 min · 3442 letture

Occhi chiusi

Berta Biagini 4768 poesie pubblicate
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Per anni come reliquie oggetti hanno invaso le quattro mura ancor respirano di quel tempo che imperterrito continua a vivere Corro lontano nel domani quando tutto insieme avrà fine è questo mondo usa e getta che prepotentemente caricherà in un abisso Avrò il piacere di non vedere non soffrire non sentire strappare affetti.
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L'autore
Berta Biagini

Berta - nata a Firenze l’8. 9. 1947, sono quindi una donna con una certa età, anche se oggi sembra che non si debba dire anziano sino all’età di 80 anni. Sembra buffo, ma l’età che sento di avere sono solo 33 anni, essendo il mio spirito molto giovanile ed allegro - anche se in alcune poesie può sembrare il contrario

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Commenti (10)

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Paolo Ursaia24 ottobre 2009

Retrogusto amaro, malinconico... versi essenziali, che emozionano con eleganza. Piaciuta

Antonella Bonaffini24 ottobre 2009

Un malinconico pensiero il tuo che almeno una volta nella vita sfiora tutti... molto, molto bella!

M
Mau035824 ottobre 2009

veramente triste e rassegnata. quasi da disperazione. ale',berta, coraggio. cerca se puoi anche il bello ed il buono della vita.

Nadia Mazzocco24 ottobre 2009

Piaciuta tanto, pur nella sua malinconia risulta essere una poesia di lampante e straordinaria qualità

P
Paolo Faccenda24 ottobre 2009

Ancorata e vincolata quasi da un passato forte e vigoroso, molto bello, sono gli oggetti stessi a richiamarlo, divenendo essi i soggetti, riportandolo continuamente in vita, poi verrà un tempo quando tutto si sperderà e con esso anche gli affetti strappati insieme alla sofferenza provocata. Trovo meravigliosa questa poesia.

Jeannine Gérard24 ottobre 2009

reliquie che respirano un vissuto, e che lentemente andrano a perdersi in un abisso, ma questo è il destino di tutto gli oggetti e soggeti che ci sono a cuore,, triste, ma stupendamente bella nella sua malinconia

Kiaraluna24 ottobre 2009

Non sentire pù il dolore dello strappo al cuore e alle braccia dei nostri affetti... un dolcissimo sogno che non è di questa vita. Tanta tristezza e impotenza in questi dolcissimi versi, profondamente sentiti.

Danielinagranata24 ottobre 2009

Occhi chiusi per non vedere e non soffrire splendido sentire malinconico

Antonio Biancolillo24 ottobre 2009

Una poesia che mi ha tanto colpito... quelle cose che girano intorno a noi e ci portano immancabilemente a ripercorrere momenti che ancora indelebili rimangono nella mente... non rimane che chiudere gli occhi per non vederli più... Un pensiero di forte malinconia che tante volte è riuscito a prendermi... Stupenda la tua esposizione...

Carlo Fracassi24 ottobre 2009

Incidentalmente, quest'amara riflessione trova riscontro nella concezione del paradiso buddista, il nirvana: non più occhi, non più orecchi, non più naso, non più bocca... ma solo il proprio essere in sospensione e libero da ogni sentimento ed umana passione.