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Donne 25 ottobre 2009 · lettura 3 min · 5941 letture

Donne

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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Tu che lo sguardo mio rifuggi e col fare tuo l'anima mia distruggi, rimembri il giorno in cui mi dicesti t'amo? Nello stringermi la mano ti palpitava forte il cuore, poi mi sussurrasti: "Vieni andiamo a far l'amore". Ma ti dileguasti un giorno, come pioggia al sole, ed io meschina piansi con grande mio furore strappandomi i capelli pel mio perduto amore. Il frutto di quel giorno, che hai dimenticato, è bravo a scuola, ma cerca disperato una carezza dal padre suo che da quel dì non l'ha più cercato. Non so parlar d'amore, il cuore più non sente, solo un gran pensiero mi frulla per la mente, nel ricordar il fatto che ti diede appiglio per far quel che bramavi e nel cuor già suo, da tempo ormai pensavi. Lassù nella soffitta, in cofanetti strani, andavi rovistando a piene mani, fino a quando in un cassetto aperto trovasti il gran reperto. Del corpo mio discinto s'una tela arrotolata era il dipinto, con dedica su scritta: "Alla mia dolce fata". Nel rimirar le grazie mie, che il reo pittor ritrasse, attizzò lo foco tuo e come non bastasse mi desti un calcio alle vie basse. Ti dissi, invano, che fu solo un gioco e che feci da modella un solo giorno, solo per poco... ad un vecchio amico dello zio, per levarmelo di torno, poi tutto cadde nell'oblio di quella sera che volle esporre l'opera in mostra, intitolata "Primavera". Vinse il primo premio che lo rese assai felice e, in men che non si dice, mi donò tosto quella tela che or mi si ritorce per quella maledetta sera. Negletta agli occhi tuoi, mando al ciel un'imprecazione nello sfidar a singolar tenzone l'amara sorte che di tutto quel che fu, riman solo la morte. Ma un dì, per tua sventura, mi trovai a conversare in un bar di periferia, ove abitava un'amica mia e, per grande tua iattura e maleficio, udii il bisbigliar di due avventori che, ridendo, raccontavan del tuo artificio. Solo allora mi giunse manifesto che, tu gran mariuolo, lesto lesto, avevi preso il tutto a gran pretesto, perché un'amante t'aspettava, altroché la gelosia! Fu così, dunque, che ci lasciasti soli, fuggendo per la via. Non so parlar d'amore, ma il cuore mio non mente, respiro a fondo e sai cosa ti dico? "Non me ne importa proprio niente, troverò senz'altro un altro, di te meno fetente!".
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Con questo omaggio ho tentato d'immedesimarmi nella psicologia femminile delle donne d'oggi, sperando d'esserci riuscito, anche se solo in parte. (Ottobre 2009)

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (9)

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L
Loreta Salvatore25 ottobre 2009

Significativa ed amara al tempo stesso, ritrae la condizione femminile svilita e disprezzata. Un ringraziamento di tal dedica con l'auspicio che possa trionfare una cultura delle pari opportunità in tutti gli ambiti di vita. Molto apprezzata.

Antonella Bonaffini25 ottobre 2009

Ti immagino a pensare la contorta psicologia femminile mentre scrivi questi versi... e sorrido. L'intento è perfettamente riuscito!

F
Franca Canfora25 ottobre 2009

E se il tuo intento era quello di strappare un sorriso, come vedi, hai centrato l'obiettio, anche se in fondo noi povere donzelle siamo davvero meno complicate!

Sorrido ma provo anche amarezza nel leggere questi versi... Troppe volte questo accade... Si cerca negli altri colpe per poter giustificare le proprie e si assumono atteggiamenti di codardia... Peggio è quando a farne le spese è un figlio... Così ho voluto commentare...

P
Paolo Faccenda25 ottobre 2009

Con uno stile molto piacevole, godibile, e con certa ironia, la poesia esprime molte cose e vicende che accadono, aspetti anche salienti dei rapporti fra uomo e donna e del mondo femminile più in particolare, sicuramente anche molto attuale. Molto apprezzata.

Berta Biagini25 ottobre 2009

Versi molto apprezzati che mi hanno fatto pensare ad una commedia in vernacolo – si, come trama inserirei il tutto in uno spettacolo – unico neo quel frutto...(e non è il solo su questa terra) – Letta con vero piacere.

Angela Rainieri25 ottobre 2009

Un'analisi psicologica toccante ed ironia che ben conosce e scruta l'universo femminile... descrizione realistica di avvenimenti, molto gradevole la lettura... Piaciuta immensamente. Conservo.

Rita Minniti26 ottobre 2009

Una prova più che riuscita visto che non è facile scrivere dell'altro sesso... Ad ogni modo l'autore ha saputo egregiamente descrivere questo argomento con sagacia e un pizzico di ironia. Bravo per questa egregia interpretazione!

Jeannine Gérard26 ottobre 2009

sorrido, ma non credo che un uomo possa immedesimarsi nella psicologia della donna, che al mio dire, è troppo complesso. Ma la poesia è molto bella, ironica direi, Botticelli si è limitato di trarle, e il dipinto magnifico accompagna bene questi versi che con la delicatezza di Botticelli, rende la donna molto delicata e sublimata ...la poesia mi ha fatto sorridere...