Clandestina

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (4)
il buio, gli occhi che si chiudono... "il sonno testardo": bella figura. e a lui ci concediamo come se lui fosse il destino. e poi la descrizione del sonno con i suoi moti e i suoi sogni, sono così persuasivi che i sensi si abbandonano.(e in questa seconda strofa ci sono delle immagini stupende). ma l'ultima strofa "ogni notte ritorno clandestina al giorno", alla mattina di un nuovo giorno siamo clandestini "in abiti ancora bagnati". e lui (il giorno) non si accorge che siamo in realtà "spiriti leggeri""senza peso" capaci di oltrepassare ogni confine. bellissima
Odio i commenti "bellissima", "stupenda", ecc... che non significano nulla! Ti dico che la tua poesia è profonda! Non basta una lettura superficiale per comprendere il forte significato introspettivo che racchiude. Sei stata capace di sintetizzare in una poesia una lezione di psicologia. Forse per questo il verso rimane abbastanza pesante e quasi prosaico. Ma è giustificato dall'argomento che hai toccato.
In questa poesia, la profondità di pensiero è immensa, da capire verso dopo verso. L'autrice si affida al sonno, come momento di sfinita stanchezza, quando gli occhi ormai non riescono più a guardarsi intorno. Tutto, inteso come un chiedere aiuto verso altro che, non è tanto un aiuto, quanto un affidarsi ad altro, perché la propria stanchezza interiore non fa avere più la forza per andare avanti. Ma ecco che appare il sogno, visto come una liberazione dal dolore, come un traguardo da raggiungere per sentirsi liberi, per sentirsi eterei, abbandonando così i sensi al giorno che abita le notti e che fanno paura.
Cosa aggiungere a tutto ciò che già è stato scritto... continuo a percepire un dolcissima sensualità nei tuoi versi anche quando l'argomento non racconta di passione ma il semplice abbandonarsi a morfeo . bella




