Medusa
Tramontò l'iniquo esilio
in una silenziosa sera
tra i bianchi fiori di corbezzolo
lambiti dal respiro del mare.
Vittima della collera divina
a mortale sguardo condannata,
la profumata chioma al vento
in velenose serpi mutò.
Fanciulla rinnegata, abbandonata
non cantasti mai il desiderio
di calde mani sul volto
il tormento di occhi temuti.
Dal tuo cuore nacque in morte
il bianco destriero alato,
carne dei tuoi sogni imprigionati
dietro una maschera di terrore.
E amasti il tuo carnefice
in una silenziosa sera
tra i bianchi fiori di corbezzolo
lambiti dal respiro del mare.
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Commenti (3)
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Lina Sirianni26 ottobre 2009
Versi che riflettono sulla vita di medusa, di chi non può ambire a calde mani sul suo viso ... anche volendo... continuando ad amare chi fa soffrire... Molto bella e apprezzata
M
Marina Grassi28 ottobre 2009
Caro Diego le bellezza fluida e languida della tua medusa mi fa pensare alle tante rappresentate nella pittura prima fra tutte quella di Caravaggio. Medusa bella e irraggiungibile
Clodiaf090417 novembre 2009
Bellissima, musicale, colta e nello stesso tempo di chiara comprensione. L'immagine della Medusa evoca qui delicatamente tante cose dell'universo femminile.

