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Riflessioni 26 ottobre 2009 · lettura 1 min · 1117 letture

Medusa

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JuRock 50 poesie pubblicate
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Tramontò l'iniquo esilio in una silenziosa sera tra i bianchi fiori di corbezzolo lambiti dal respiro del mare. Vittima della collera divina a mortale sguardo condannata, la profumata chioma al vento in velenose serpi mutò. Fanciulla rinnegata, abbandonata non cantasti mai il desiderio di calde mani sul volto il tormento di occhi temuti. Dal tuo cuore nacque in morte il bianco destriero alato, carne dei tuoi sogni imprigionati dietro una maschera di terrore. E amasti il tuo carnefice in una silenziosa sera tra i bianchi fiori di corbezzolo lambiti dal respiro del mare.
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Commenti (3)

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Lina Sirianni26 ottobre 2009

Versi che riflettono sulla vita di medusa, di chi non può ambire a calde mani sul suo viso ... anche volendo... continuando ad amare chi fa soffrire... Molto bella e apprezzata

M
Marina Grassi28 ottobre 2009

Caro Diego le bellezza fluida e languida della tua medusa mi fa pensare alle tante rappresentate nella pittura prima fra tutte quella di Caravaggio. Medusa bella e irraggiungibile

Clodiaf090417 novembre 2009

Bellissima, musicale, colta e nello stesso tempo di chiara comprensione. L'immagine della Medusa evoca qui delicatamente tante cose dell'universo femminile.