Lupo
Lupo,
l'abbandono
non ti stanca
Lupo,
la mia casa
è piccola
per i tuoi denti
e per il tuo vagare
Mi dimentico di te
ma ti ritrovo in cucina
seduto a tavola come
in attesa
Lupo,
ma chi sei?
Io ho paura.
E' solo uno sbaglio rivederti,
l'errore di una porta aperta
Lupo
brutto sogno
scopro in te il bisogno
che non tace,
sei raro come una sorpresa
ti cullo e ora
mi dai pace
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Commenti (2)
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L
Luca Torri27 ottobre 2009
l'apparente semplicità di questa nuda poesia, assomiglia a certe nuvole, apparentemente uguali ad altre semplici nuvole; ma esse non sono come tante che passano e se ne vanno, queste, le parole di questa poesia, come nere cordigliere s'addensano in fondo al cielo. IL finale di questa poesia è una burrasca elettrica, di spaventosa meraviglia... insomma, mi è piaciuta.
Amara27 ottobre 2009
...sembra quasi... il conforto dell'ombra... comunque... è stupenda...
