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Fiabe 28 ottobre 2009 · lettura 2 min · 2334 letture

L'Imperatore cinese e la Fanciulla europea

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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V'era un tempo nel portentoso Catai un giovine e sapiente imperatore che per levare dal suo popolo i lai repente si fece riformatore. Era ei incurante de'ministri infami e de'baldanzosi e rei cavalieri che, sìccome terrificanti sciami, stavano ricchi, baldanzosi e fieri. Ma un dì il luminoso Sole d'Oriente sorse per lui in un oscuro mantello, giacché dal lontano e ignoto Occidente sopraggiunse un britannico drappello. Infatti infra le balde e rosse schiere scintillanti di sciable e di moschetti, stava una fanciulla dall'aure fiere inspiranti folli e gaudi diletti. Mirandola l'imperator sapiente immediatamente se ne innamorò; e col volto felice e sorridente verso di lei celermente s'involò. Attraversando le stanze dorate della stupenda Cittade Proibita, ei corse verso le spemi sognate dalla sua mente innamorata e ardita. Ma la britannica madamigella tutta pudica, tutta pia e ritrosa rispose sotto malevole stella a quell'alma regale e sì amorosa. Insensibile al più nobile Amore, insensibile ad uno Spirto saggio, immantinente ferì e lese il core del prence che per lei si fece paggio. L'imperatore allora pianse molto vedendosi perduto e allontanato. Ahi, crudele Destino infame e stolto, aspro uccisore di chi è innamorato!... Le pene dell'Amor non corrisposto flagellano e uccidono anche i sovrani. Questo Fato orribile e maldisposto è uno sgherro dalle feroci mani. La dama britannica fu poi insana giacché si prostrò ai ministri ribelli; e con loro parò tra l'aura arcana delitti terrificanti e rubelli. Voleano infatti uccider l'imperator colpendolo netto con mille acciari... Lo voleano subissare di dolor e recare in quel loco de'suoi Lari. Ignorante della cruda congiura, ignorante del periglio mortale, l'imperator immemore di cura andò contra il rio Destino fatale. Circondato dai fieri congiurati, e veduto dalla fanciulla amena, ei perì sotto i colpi indemoniati d'ogni spada dalla lama serena. Eppur pria di spirare trucidato, volse alla dama il suo ciglio di drago. Ella allor divenne un marmo temprato che i Numi lasciaron nel tristo vago. La dama che l'Amor sprezza e rifiuta diverrà sempre una statua perduta.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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