Figli
Questi figli
e i figli dei figli,
bambini, ragazzi, uomini, padri.
Ladri di libertà, pensavo,
quando primavera rinverdiva i tigli
e rifioriva il pesco.
Non son per me,
moriva il mondo boccaccesco
quando riflettevo.
Non credevo fosse dovuto, abituale,
saggio, sacro e naturale.
E bivaccavo.
Al calar della sera,
ora che son di notte equipaggiato,
li ritrovo perennemente accesi,
lì da sempre scolpiti nella mente;
e splende il giorno quando son vicini
discesi col chiaror dell'aurora,
mai adulti, ancora bambini come allora.
Un ben di Dio questa stirpe mia
e che li benedica e così sia.
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Commenti (1)
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Carmine Branco6 novembre 2009
Ah i figli! Parte essenziale della nostra vita! Il poeta, quasi con rimpianto, rivede il trascorrere del tempo, realizzando lo scorrere degli anni come sabbia nella clessidra. I figli, piccoli e poi grande e i loro figli e figli dei figli e la nostra vita passa, tanto noi in essi viviamo e non resta che la nostra benedizione, allorché le forze scemano. Dolcissima poesia.
