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Riflessioni 28 ottobre 2009 · lettura 1 min · 3627 letture

Condannati all'orizzonte

Amara 795 poesie pubblicate
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l'orizzonte non è una méta consapevoli della sua irraggiungibilità camminiamo con gli occhi a lui tesi come al sogno fortunatamente mai muta la distanza ché se vedessimo ingrandirsi quel punto ci renderebbe infelici molto più di questa inquietudine che sempre ci fa guardare oltre oltre un orizzonte che sia di fuoco o foriero di vento oppure il bianco orizzonte innevato e nemmeno il suo precipitare nel buio ci disaffanna perché ad occhi chiusi continuiamo ad immaginare una linea impercettibilmente curva ed oscura verso cui spiccare un volo no non c'è scampo per noi condannati all'orizzonte...
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L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (6)

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M
Mau035828 ottobre 2009

Tocchi un tema a me caro Amara, l'orizzonte. Ma non so se abbiamo la stessa idea a riguardo, debbo rileggerti meglio e capire meglio. Per ora sono contento che tu ne abbia parlato e, mi pare, stia cercando di dartene e fartene una ragione... umana .

Rossella Gallucci28 ottobre 2009

Bello l'inizio, bella la chiusa... intensi versi, molto veri. Se non avessimo sempre una mèta da raggiungere, saremmo vuoti, infelici. Orizzonte come metafora di questi desideri, di questo sguardo sempre "oltre" che riaccende in noi una speranza continua ... Piaciuta tantissimo

Gesuino Curreli28 ottobre 2009

Orizzonte, meta e fonte di emozione, la vista e l'anelito all'ignoto che si interrompe e chiede alla "ratio" risposte che non potrà mai dare. Ma lì nasce ogni palpito, lo scontro tra il pensiero che sta altrove con quello che si vede e che si tocca: il presente, il palpabile, il concreto. E lì nasce emozione, per il limite posto dal confine, come risposta dell'insofferenza umana avversa ad ogni spazio che mortifica l'insopprimibile anelito al fantastico volo che commuove. Vibrazione leggera quanto il sogno, che parte da ogni corpo che hai d'intorno e vola dentro l'intrigante immaginario. "...quello infinito silenzio a questa voce vo comparando e mi sovvien l'eterno..."(L'infinito). Poesia di pregio, alito che ascende l'universo del sentire.

Paolo Ursaia28 ottobre 2009

Indagine psicologica intima, profonda, in versi essenziali ed armoniosi. L'umanità, nella sua essenza. Molto piaciuta

N
Nicola Rubino28 ottobre 2009

Per sognare quel punto, misfatto e forse concreto... a perdersi nell'infinito... a sognare, ancora, un traguardo! intensa e stupenda.

Rasimaco28 ottobre 2009

quell'orizzonte che tano sta a cuore ai poeti... che tanto cercano di valicare... oltre il quale mai sapremo cosa c'è... un punto indefinito che nel momento in cui abbiamo la percezione d'averlo raggiunto come un miraggio s'allontana... l'intensità di questi versi mette a nudo un intimo sentire ricco... molto bella