Signore del nulla
signore del nulla
sulla vertigine dei ciechi
ho visto uomini unti di preghiere
pescar per fogne e rive di cemento
ho visto donne ferite d'arsenico
ritagliar croci su prole da lebbra sgravata
signore del nulla
ci dividiam il pane dei maliardi a riposo
beviam i fumi delle fabbriche acquitrine
siamo scalzi in queste strade di cuio cinture del mondo
dormiam come mandrie sulle prospettive del fauno
ci svegliam sulle pietre scivolate dalle curve dei venti
signore del nulla
tu coltivasti carne sul fango di mida
noi raccogliamo le ossa dei germogli tumefatti
pascoliamo veicoli come tori in firmino santità
cacciamo la selva stanca che rumina in cancrena
vendiam il sangue dei cipressi pilastri abbattuti
signore del nulla
salice pioggia che anneghi la quiete
gemono i giorni pulegge in attrito
gli uomini più non domano la nebbia follia
che scende fitta sui tetti di grinze fronti
cerco ancor una fenditura in questa sera di magnolia
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L'autore
Sincity
Commenti (1)
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Giorgia Spurio28 ottobre 2009
leggendo questa poesia mi è venuto in mente il film "Franklyn", dove fa vedere gente che vive una città inquinata, ed ognuno ha la sua religione, anzi ci sono persino venditori ambulanti di religioni in questa "città della terra di mezzo": ma questa città nulla è che l'alter ego del nostro mondo, lo specchio rovesciato che ci fa vedere tutto zoommato. qui, in questa poesia le immagini crude si manifestano, è come vedere con i propri occhi il cuore pulsare. bellissime le metafore. ed infine "gli uomini più non domano la nebbia follia" è triste e vero. "cerco ancor una fenditura in questa sera di magnolia": si cerca la fede? si cerca quel dio? allora forse non tutto è perduto. bellissima poesia, mi è piaciuta tanto

