pioggia urbana
il cielo nero pece
come la mia anima
vimita grandine insistente
sul parabrezza
macchine, metallo
uomini scatolati
chiusi in coda, soli
moto immerse
in una città immobile
afona, evirata
scrosci di pioggia
rumorosi picchiano
sull'asfalto
fuori come dentro me
i miei occhi vuoti
osservano un viale
ed attraverso un giorno
buio, plumbeo
tergicristallo che spannano
ritmici, la mia mente
all'orizzonte uno squarcio
tra le nubi oscure
raggi luminosi
improvvisamente
attraversano le gocce di pioggia
luce lancinante
nei miei occhi socchiusi
pieni di penombra
non piove più, ora
è mutevole il tempo
come la mia anima
la mia mente
resto in attesa
di una nuova serenità
cercata con insistenza
e penso a Te
amica mia lontana
l'ultima goccia
sbatte sulla guancia
come una lacrima
solitaria
©
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