Gran speme nel cor vacilla
Gran speme nel cor vacilla
Se Amore non s'avvicina
A rabbonire l'animo con sua favilla
E a sconfiggere ardua china
Ché il tempo in fretta muore
E distante allontana giovinezza
E s'insinua un vuoto pieno di dolore
Ché persa è la freschezza
E un canto solitario
Al cielo, in prece s'eleva
Ché Dio sia d'Amore mandatario
Ché solingo il navigare
Senza compagnia, fra turbini vitali
È solo messaggero di gran mali
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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Mario Bugli30 ottobre 2009
E' un bel sonetto a metrica libera, condivisibile nel suo messaggio... l'amore è l'essenza della vita... e navigare tra le sue perigliose acque in solitudine è cosa molto triste. Non è un caso che Dio dopo aver creato Adamo, pensò bene di creare anche Eva!
