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Fantasia 31 ottobre 2009 · lettura 2 min · 4438 letture

Spiacevoli notti piccini! (come eravamo)

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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Altro che notte delle streghe! Ogni notte era una notte di terrore. Ogni notte tre vecchie megere, vestite di nero come la pece, con mani ossute ad artiglio e nasi aquilini e bitorzoluti, danzavano il loro sabba infernale sotto il mio letto di spaurito bambino. A mantenermi in continuo stato di fibrillazione ci pensavano "amabilmente" mio fratello maggiore e mia nonna che ogni sera raccontavano storie di orchi assassini e di gelidi fantasmi, mimando con le loro smorfie orribili mostri. M'infilavo sotto le gelide coperte lasciando solo uno spiraglio per respirare. Mi svegliavo nel cuore della notte, madido di sudore e col cuore in gola, con tutte le coperte a terra ed i vestiti, che mia madre aveva riposto piegati sulla sedia, sparsi in qua e in là per l'intera stanza, mentre l'armadio, con tutte le ante spalancate, scricchiolava dolente, emettendo sinistri cigolii. Ad intervalli regolari un ectoplasma si staccava dal soffitto rovinando sul pavimento con un tonfo sordo: "plaff", come gelatinoso corpo morto cade. Divenni adulto ed andai ad abitare altrove. Affittai l'appartamento ad una ragazza. Dopo circa un mese dalla sua permanenza, un giorno mi telefonò dicendomi: "Lo sai che in casa tua c'è un fantasma?" "Lo sospettavo" Risposi. E lei di rimando: "Ma è un fantasma buono e giocherellone, si diverte ad aprire armadi e cassetti, mettendo tutto in disordine sul pavimento. Alle volte sembra che stia pattinando sotto il letto e materializza ectoplasmi dal soffitto!" Fortunatamente la ragazza era un'occultista e non si scompose più di tanto, ma si limitò ad un rito che potesse far riposare in pace quell'anima burlona, e così fu. Ora, la notte di Halloween non rientra più fra "Le spiacevoli notti di Zio Tibia", è divenuta un innocente e gioioso gioco per bambini ed è giusto che così sia!
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Tutta la verità, nient'altro che la verità, lo giuro!

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (10)

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Jeannine Gérard31 ottobre 2009

magnifica interpretazione, ricordi d'infanzia, anche se un po' macabri, l'immagina è spaventosa ma mi ha fatta sorridere, quanto alla verità, tutta la verità, nient'altra che la verità, ne dubito, ma la stesura della poesia è veramente straordinaria, bellissima, mi ci sono addentrata tutta, un po come quella ragazza che ha apprezzata tanto quel "fantasma" gioccherelone... aveva visto bene..., la chiusa è tenerissima per i bimbi.

Rita Minniti31 ottobre 2009

Mi hai fatto ricordare qualche episodio della mia infanzia di "uomini neri e befane strane" che giurerei davvero di aver visto! Ma il tempo passa e la logica prende il posto della fantasia! La tua interpretazione è fenomenale, un'idea per una storia da rappresentare.

Angela Rainieri31 ottobre 2009

Una simpaticissima storia di terrore con una suggestiva interpretazione dal finale piacevole... Piaciuta e apprezzata tantissimo.

L
Lorenzo Crocetti31 ottobre 2009

Senza volere che il bravo autore, che io molto stimo, se ne abbia a male, vorrei dire che questa, più che una vera e propria poesia, è invece un divertente pezzo di prosa. Ben venga, counque, a ristorare i nostri pensieri, lieti di leggere un qualcosa che si capisce alla prima, senza doversi rosicchiare le meningi per arrivare a capire cosa voglia significare. E' la pura verità quello che l'amico poeta dice. Io gli credo. Proprio stanotte un fantasma è entrato nella mia camera dove dormivo profondamente e mi ha fatto il solletico sotto i piedi con una piuma di struzzo neozelandese. E ha il vizio di farlo spesso. Piacvole davvero questa poesia dell'amico internettiano Carlo!

Berta Biagini31 ottobre 2009

Credo che questa festa non dovrebbe essere così come viene vissuta ora – essendo per bambini, come si dice, bisognerebbe darle tutto un altro tono – perché mai la paura deve sempre prendere il sopravvento – capisco che oggi nascono con gli occhi aperti, ma c'è un limite a tutto. Tornando a quanto l'autore ha scritto, devo dire che mi sono molto addentrata nella parte riuscendo a non tremare sino alla fine.

Danielinagranata31 ottobre 2009

Mi è piaciuta veramente tanto storia di vita vissuta e qui raccontata scorre bene sembra una favola la conservo

Rossella Gallucci31 ottobre 2009

Molto carina questa storia di vita vissuta... vedi come nascono i traumi infantili? Scherzo, molto originale e vermente tanto piaciuta

Rasimaco31 ottobre 2009

caro Carlo hai avuto il potere di farmi sorridere ripensando mentre ti leggevo a quelle serate d'inverno quando lo zio Nunzio a noi bambini veniva a raccontare del "vecchiu addravu" vecchio drago, e nel pronunziarlo assumeva un tono di voce tale che spesso mi faceva rizzare i capelli in testa... proprio una bella fantasia... piaciuta

L
Loreta Salvatore1 novembre 2009

Fantastica evocazione del vissuto e dell'infanzia: fantasmi e presenze occulte mi terrorizzavano terribilmente. Adesso posso affermare che è l'Uomo, inteso nel senso universale, con la sua brutalità e violenza a creare in me profondo sgomento. Originale e densa di significato, ricca di immagini ed elementi lessicali interessanti che creano vivacità nel testo, quasi come in una pagina autobiografica o diario. Molto apprezzata.

C
Colomba19 dicembre 2011

Sembra un diario dell'infanzia del poeta in cui rievoca sogni, paure che pervadono l'anima di ogni bambino del mondo, soprattutto quando si raccontano fiabe che parlano di orchi, streghe e maghi, questo bel diario fa rivivere ancora oggi le paure di altri tempi!!!