Eccovi qui!

Eccovi qui,
come avvoltoi a mirare il mio corpo,
bianco, magro,
con uno schifoso abito nero;
eccovi qui,
a fissarmi e a narrare,
a tessere lodi di quello che in vita
aveva fatto tante belle cose ed era amico di tutti;
eccovi qui,
a raccontare cazzate,
a rimangiarvi tutte le volte
che per voi sono stato uno stronzo,
un inutile, folle, polemico;
uno che si ergeva a tutore della giustizia,
o semplicemente un puttaniere
perso in un mondo di puri;
eccovi qui,
a versare lacrime di circostanza,
ad abbracciarvi e a compatire,
coi vostri nomi in bella vista sulle corone,
cosicché tutti sappiano che avete speso venti euro di merda
per ricordarvi di me;
eccovi qui,
voi che disdegnavate la mia presenza,
voi saccenti, saggi, aristocratici e falsi;
vi fisso tutti,
dall'alto del mio immutabile e freddo rigor mortis,
e finalmente leggo le vostre anime,
nere, bianche, sudice e colte,
false, vere, amiche e traditrici
e non mi scalfite più;
scappate avvoltoi alla ricerca di nuove carogne da fissare,
il vostro compito è stato svolto,
siete state comparse nello spettacolo della mia vita,
protagonisti nella tragedia della mia morte.
©
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L'autore
Giovannip
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