La maledizione
Sergio Melchiorre
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Mi ricordo
quando ti mettevi le mie ciabatte
e camminavi sulla punta dei piedi.
Sembravi l'ombra di un adulto
che gioca a mosca cieca.
Con una smorfia nel sorriso
ti guardavo dalla mia sedia a rotelle
e pensavo che saresti diventata
anche tu come me
vecchia e senza denti.
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L'autore
Sergio Melchiorre
Commenti (4)
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Simone Bello2 novembre 2009
Poesia dalla quale fuoriesce un pizzico di ironia, unitamente alla grande capacità del poeta di trasmettere emozioni e sentimenti in pochi versi. Apprezzata.
Gabriella Caruso2 novembre 2009
bella riflessione. Non sei riuscita a diventare vecchia e senza denti Triste e molto intensa
Nemesis Marina Perozzi3 novembre 2009
La vecchiaia, descritta nel suo aspetto più devastante: l'immobilità di una sedia a rotelle, il progressivo, inarrestabile deterioramento fisico. Rabbia, invidia, ma anche dolorosa consapevolezza, negli occhi di vecchiaia che osserva gioventù giocare... Chissà: forse è meglio morire giovani per non subire le ingiurie del tempo e mantenere intatti i propri sogni?
Nadia Mazzocco4 novembre 2009
Bella e molto incisiva con quel pizzico di ironia che si legge nella chiusa. Apprezzata!




