Neve e il suo angelo
Amavi fiocchi leggeri
Che risalivano senza sforzo
Palloncini sfuggiti ai bambini
E il silenzio della città intorno
Quasi fosse diventata un chiostro
E amavi lasciarti cadere all'indietro
Sul mantello lattescente
A braccia spalancate
Capelli biondi e liberi
A baciare la terra
Le braccia diventavano ali
Giù e su giù e su
Come dopo l'amore
Quando il gioco era per te
L'allegria degli orgasmi
T'aiutavo a rialzarti
Fiato nel mio
Caldo, pastoso di guance arrossate
E di te rimaneva l'impronta
Quella dell'angelo dicevi
Ora la neve
Anche leggera
Che mi scivola a pelle
Brucia
Non ci sono più angeli
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Commenti (1)
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Gabriella Caruso4 novembre 2009
Questa poesia è un suono, è un canto triste e meraviglioso. Piaciutissima
