Onirica 18 xxo
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Bella, elegante nel ritmo, questa poesia che, nella sua profonda riflessione, indica in quel curvilineo orrizzonte le colonne d'Ercole della mortalità nostra.
Una riflessione pacata, consapevole la tua, che si articola con l'utilizzo di metafore che si lasciano assaporare... molto, molto bella.
Che c'è Maurice oltre l'horizzonte, forze un'altro cielo che ci attende... un nulla che dispera, se manca de riverbero essentiale, stupendo questo verso come continuar il proprio cammino se manca una luce che ti guida, ed ecco che senza di esse, si puo anche naufragare, sentita particolarmente mia, stupenda...
questi versi in cui il nostro umano pensare si specchia toccano profondamente un tasto... nulla è immortale... meno che mai ciò che è finito... bisognerebbe che più gente leggesse e soprattutto si soffermasse... "memento homo quia pulvis es et pulvis reverteris" tante cose potrebbero esser chiare... noi crediamo a volte d'essere "il più" ma... siamo finiti... bella poesia che ritengo una delle più belle e riflessive che siano state postate in questo sito...


