POPO' (delirio VI)
Non esiste neanche un bottone
di quello che ho scritto (ed ho cercato...)
Ho inventato la mia poesia più vera,
e finto il dolore, mordendomi un dito
E senza che nessuno poi mi vedesse,
la notte ho versato senza perdono
tutte le mie lacrime più sincere
e calde.
La mia poesia è Il miserere
di tutto quello che ho sognato,
vissuto e poi dimenticato.
E' come una passione iliaca,
una necròsi interna,
un volvolo
che si attorciglia all'anima;
la mia poesia...
è tutta la mèrda accumulata dai sogni.
Devo -fare- poesia...
E sebbene
questo vi possa apparire disgustoso,
se non scrivessi,
immaginate quanto più lo sarei
senza mai farla, io,
...la mia popò.
©
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Commenti (1)
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Amara9 novembre 2009
.è forte si... ma non per l'immagine usata... quel che mi ha colpito è il riferimento ai sogni... è proprio lì che ho sobbalzato... ma sarà vera... o ti sei morso un dito?... è comunque stupenda...
