Omero
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non ricordo chi, ma qualcuno mi disse che portiamo nel sangue il nostro nome. Omero, grande poeta eppure cieco fra le sue odissee... e il poeta che porta il suo stesso nome e vede il tempo come fili sottili fra le dita, cieco nelle notti che portano squilibri ai funamboli e equilibri a chi è in bilico. cosa c'è anima? cosa c'è bimbo custodito bene nell'angolo della mente? non più istinto? non più tranne che assurda inerzia. eppure questi istanti che passano veloci sembrano eterni, sospesi nel limbo di chi si trova incastrato dalla linea del tempo... il sole grava sul cielo, come macigno sulle spalle delle formiche... che la sera sia una sorpresa? aspettando la fine di questa fasulla eternità al termine di questi istanti, quando la giornata sarà finita

