Il rumore dei sassi

c'è un'onda che porta ritorni
frangendo di ciottoli vecchi
e arrotola
tormenta e srotola
i sassi come fossero giorni
la spiaggia è la stessa
ma il mare diverso
ed io vado e vengo nell'unico cielo
ora terso
ora carico e pregno
è umido a volte sul mare
e scricchiola l'osso un po' stanco
ma un vento
più asciutto da nord
riporta la schiena in bilancio
e guardo
in cerca di terre distanti
sorrido tra ironiche labbra
e spulcio
nelle tasche i contanti
di nuove impronte di sabbia...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (2)
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Franca Canfora11 novembre 2009
Mi piace il ritmo di questa poesia, il verso asciutto, le metafore usate. Una poesia che ha una particolarità in più e molto apprezzata.
Presnaghe27 novembre 2009
questa poetessa ha, nelle sue prove migliori quale questa è, il senso musicale del verso, cosa primaria, a mio avviso, in poesia; ha il senso e l'idea dell'assonanza ammaliante, della misura fra regola e sregolatezza, il dono della sillaba in più che fa presente e assente allo stesso tempo il verso misurato: rende veramente un senso di interiorità di psicologia e di esistenza.

