Il bersaglio
È una donna incinta
che non vuole pronunciare il suo nome
pur avendo una bella voce
è stornello straniero
in cantieri e profitti di strada
per tutta la notte ha conati
tra via vai di persone comuni
guadagna una fortuna
e odia gli orfanatrofi dei ricordi
che riparano
ad orgasmi civilmente
nella foresta agiata
chiamata da qualcuno società
l'elenco è lungo
è di trecentosessantacinque giorni
più d'uno straordinario
e più del torto subìto
giunto in orde di umido denaro
passata la compagnia di un'ora
le resta un pallido ventre
e nove mesi
d'attesa
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Commenti (5)
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Zeno Ferigo12 novembre 2009
versi ben strutturati che ti riportano ad eventi ed incontri della vita.
Anna Maria Obadon12 novembre 2009
Storia triste e sempre attuale. Problematiche sempre irrisolte nonostante la presunta evoluzione della società. Ieri come oggi e domani! Bellissima poesia.
Berta Biagini12 novembre 2009
Versi che rubano l'anima per una verità sconvolgente.
Paolo Eroli12 novembre 2009
Triste realta' di ua storia di vita vissuta sulla pelle! Versi belli e chiari!
Rasimaco12 novembre 2009
in un incalzar di versi una storia di vita cui tante altre potrebbero esser accostate con altrettanti conati in un via vai di gente... una poesia cruda scritta con l'amaro in bocca ed un nodo alla gola... il clou naturalmente negli ultimi versi che recitano di " un pallido ventre e nove mesi d'attesa" Bellissima!




