Lavorare di notte
Marco Zuffo
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Insonne testimone di fine autunno,
reduce da un viaggio;
Sporco del desiderio d'esistere e rinascere;
unica guida in una notte ruvida,
solcata avidamente dal gelo cocente;
battito d'ali in un petto angosciato,
si espande nell'aria interna
come un acre infernale presagio.
Bisogno o gioia?
Tristezza agognata,
fangosa lotta tra pari
sparisci;
vaneggia come un pazzo ubriaco
il bambino dagli occhi tristi.
Tornerà all'alba.
Ha imparato da se stesso
e disimpara dall'amore dichiarato alla vita;
che vita.
"A domani dunque!"
dicono in tanti.
Sono sicuro.
Tornerò all'alba
dai miei quattro Occhi,
due fiori azzurri,
dolci agognate speranze
nel grigio pallore
dell'insofferenza.
©
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L'autore
Marco Zuffo
Commenti (2)
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Lina Sirianni17 novembre 2009
Lavorare di notte permette di guardare il mondo con una luce diversa... quella luce che non tutti possono vedere... per poi tornare dai propri cari e confortarsi nei loro occhi ... Molto bella e apprezzata
Pietro Roversi29 novembre 2009
mmmmh questa mi pare meno riuscita - sara' che appena le proposizioni si fanno ellittiche io temo che la logica e le idee siano assenti e il verso una serie di immagini non elaborate. Ma di certo è il (dis) gusto mio personale!


