Stasi

Lungi da me il rubino,
crocifisso peccato di ieri:
eco di seni e bicchieri.
lungi da me il mulino.
Scivola sorda la neve
che mista alla livida argilla
corolle di fumo sfavilla
ungendosi il fango piu greve.
Le rondini in fila al sagrato
corran le luci d'argento
e faccian beato il dannato.
I dodici raggi del cielo
brucino il viso sfregiato
dall'arido peso del velo,
tra i miti vagiti del fato.
Immobile tace col vento
la giostra da cui sono nato.
Ed io con lei.
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Elfo89
Commenti (1)
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Clodiaf090415 novembre 2009
Bisogna leggere e rileggere dietro le rime e le immagini surreali per cogliere il significato dolente di questa riflessione sulla vita. Almeno questa è la mia impressione. Bella.

