Ali
In alto è volato
l'ultimo palloncino
lasciandomi in mano un pezzo di spago
ricordo
di quando spiavo gli uccelli
anch'io appesa a un ramo
fino a farmi male le braccia
le vibrazioni
giunte dalle rotaie
quando stesa sull'erba
incorniciavo i sogni
tra germani reali
e sdegnate colombine
appollaiate al loro nido
sgranavo gli occhi in quel modo
anche
quando la nonna ricamava la coperta
e raccontava
vorrei ridar vita a quel mio cigno
la sua ombra è nel vuoto
con il collo allungato
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Commenti (3)
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Anna Maria Obadon14 novembre 2009
Desideriamo tutti di poterci levare in volo, io che sono pazza, da bambina ho spiccato un volo d'angelo attraverso la tromba delle scale, dal terzo piano di un palazzo. L'atterraggio non è stato dei migliori (articolo sul giornale)...ora non tento di volare più fisicamente ma guardo spesso il cielo e mi perdo nel guardare chi sa veramente volare. Mi resta la fantasia e i miei voli pindarici! Bellissima poesia, gradita come sempre... ma non è una novità, per me!
Paolo Ursaia14 novembre 2009
Fresaca e malinconica... versi musicali, ben strutturati. Molto piaciuta
Rasimaco15 novembre 2009
è un piacere leggere i versi di questa autrice che scrive i suoi versi buttandoli così come se fossero semplici chiacchiere, ma leggendoli si sente tutta la profondità del suo sentire ... bella!


