Differire

Declinando in visione mie parole
spirito chiedo all'ombra, se mai parla,
e traspongo il disegno dissoluto
che fingevo, così che qui mi resto
misurando, sul margine più esposto,
l'assillo scritto già impudentemente,
trascritto adesso in nuova ultima grazia
aspra, che mi costringe e pur mi sazia.
Vita del mio pensiero or si sospende
incautamente ai bordi della crepa,
ove l'anima incrini a me proibita,
da tua carne dischiusa: e vi dipani
l'allusione ove m'iteri l'epilogo
protratto.
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L'autore
Presnaghe
Sono nato a Roma nel millenovecentoquarantanove il sei di febbraio. Da sempre vivo a Cagliari: queste due città sono i luoghi del mio amore e della mia memoria. Mi cimento, con discutibili risultati, con la poesia fin dall’adolescenza. Credo nella forza della parola e questa forza cerco di far comprendere e di trasfond
Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano15 novembre 2009
Debbo dire che le poesie di questo poeta, anche se per me di difficile comprensione (a causa soltanto dei miei limiti, sono senz'altro originalissime e possiedono un indubbio fascino.
