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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Carlo Fracassi
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Introspezione 15 novembre 2009 · lettura 1 min · 4069 letture

Stranieri sulla terra

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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Giornata "grigia" oggi, malgrado ieri ridessi beffardo per ciò che mi affliggeva il giorno prima. Ho incontrato un vecchio amico, mutano gli aspetti esteriori, ma il problema esistenziale rimane quello di sempre. Ci vuole grande spirito d'adattamento per non sentirci "stranieri sulla terra". Un disagio che si trascina da sempre, come sempre. Disgustati ma amanti della vita. Stremati ma invincibili. Divisi ma uniti. Morenti ma invulnerabili. Che guazzabuglio di contraddizioni! Noi, la nostra storia, un intermezzo di morte, la resurrezione. Corsi e ricorsi concezione vichiana... ultimo imbroglio per credere che torneremo. Ma dove, in che posto? Ancora in un mondo non nostro? Ancora con l'anima disgiunta dal corpo? Ieri come oggi, domani come sempre.
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E' definito straniero sulla terra (o alla terra) colui che non trova pace, né luogo dove esistere. Soffre di una melanconica nostalgia che non sa definire; si commuove ed è attratto da cielo e stelle e più in generale dagli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria, ma soprattutto non riesce ad identificarsi con niente e nessuno. Mentre un tempo il tema era trattato solo in astrologia, oggi nella società moderna industriale è considerato come vera e propria malattia sociale. L'opera scritta nell'aprile 1976 è stata pubblicata sul sito una prima volta nel gennaio 2009.

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (9)

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Jeannine Gérard15 novembre 2009

Sarò afflita da questo sintomo, credo proprio di si, io che straniera di questa terra tutta, mi sono sempre sentita ..., sarà una malatia che accompagna molti dall'eta ragione, un'intermezzo di morte e di resurezione, leggendo questa poesia, vedo che non sono la sola, .Si cambia esterioramente, ma il problema esistenziale rimane quello di sempre, un disaggio forte che ti accompagna per tutta la tua esistenza, difficile sbarazarzene, Io sono estranea a questa terra tutta, non solo quella che io calpesto, qui e ovvunque. la nostra storia, corsa e ricorsa ee se torneremo, chi sa che non sarà sempre uguale, un imbroglio per credere, ma, almeno viviamo di speranze, introspezione che sento mia...

Gaia22 Tiziana Porcelli15 novembre 2009

Parole si susseguono in un insieme di percezioni sempre diverse a volte in contrasto una con l'altra... Desideri d'intimo di sentirsi appartenere a una terra che sempre più pare rifiutarti... Incertezze e dubbi esistenziali che pervadono spesso ognuno... Letta e molto apprezzata...

Antonella Bonaffini15 novembre 2009

Un giorno non lontano mi dicesti che io ero affetta forse dalla tua stessa malattia... adesso ne capisco il sens. Apprezzatissima.

Nadia Mazzocco15 novembre 2009

Di grande spessore questa tua poesia, un'introspezione acuta sui dubbi esistenziali .L'ho trovata bellissima!

Clodiaf090415 novembre 2009

Straniero alla terra, un concetto che mi è familiare, come credo a molti di noi scrittori in versi. Non credevo fosse stato dibattuto sociologicamente e questa tua me lo fa scoprire, dà un nome a certe sensazioni di disagio. Un bel componimento, sa trattare materia profonda con umanità.

Paolo Ursaia15 novembre 2009

Sensazioni diffuse, a pelle, più o meno espresse. Da chiedersi se la terra sia ancora un posto per esseri umani. Ben scritta, piaciuta

Berta Biagini15 novembre 2009

Sofferti versi che ci fanno porre domande alle quali è difficile rispondere, ma penso che l'importante sia essere se stessi qualunque cosa accada.

Rita Minniti16 novembre 2009

Un testo molto significativo sin dai primi versi, dove l'autore ci accompagna per mano, trasportandoci in una serie di pensieri profondi circa l'esistenza umana e il nostro integrarsi in essa. Non è cosa facile sentirsi una cosa sola e di appartenere, quindi, all'una o all'altra cosa perché, probabilmente, lo stesso essere umano non sa veramente chi sia e cosa veramente vuole. Domande che ci si pone, alle quali spesso, molto spesso, è davvero difficile rispondere. Bella poesia, profonda e riflessiva!

Rasimaco16 novembre 2009

riflessione che fa onore all'autore ... ed in fin dei conti noi, chi più chi meno, siamo quelli che più di chiunque pur amando alla follia questo nostro mondo ce ne sentiamo esclusi, quasi un rigetto genetico... è molto bella e dovremmo rimuginarci sopra...