Mollica di pane
claudia cafagna
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sguardi
vuoti
finti sorrisi
gesti arditi vanno in scena
rivedo, quell'espressione, un gelido brivido assale la mente.
lasciando sgomento nel ricordo.
un attore, varcava
il palcoscenico,
col suo biancore, mendicando amore
quella ipocrita lacrima bianca.
sotterranea,
viaggia nel tunnel del suo innaturale silenzio
gli strapperei quella maschera, se tornassi indietro
mollica di pane, mi fai venir fame, di normalita' e coscenza.
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L'autore
claudia cafagna
Commenti (2)
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Mauro16 novembre 2009
Profondamente bella questa poesia dove l'involuzione di un dolore diventa scudo per parare l'anima da nuove e piu' crudeli offese. Piaciuta molto.
Mauro Mario Gilodi16 novembre 2009
tristezza e delusione ben rappresentate in una poesia molto bella


