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Erotismo 16 novembre 2009 · lettura 2 min · 5057 letture

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Presnaghe 21 poesie pubblicate
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E ti stai. E dalla veste che inutile levo. Ti stai, se indugio, s'esito, e tituba l'esito che attingo in menzogna, che l'attimo ruba che sogna, immota. Assenza serena che sfidi la turba, altera. Lo sguardo che indaga. Che attesa che peni. Che scruta e domanda. Dissimuli esperta. Che sola presenza. L'implori ch'esigi a temere. E solo segreto che nasce mistero: e presenza soltanto. Protesti taciuta: ti bei sottintesa nel grido, levità che ti giungi. Che grido silente ed ingiunto. Intimi gesti che valgano intimi gesti mancati. Sottraggo. Sommessa; che non sei. Che non sono. Che sottrai: sottomessa indolenza: scommessa che audace contratta: disdice. E realizzo vedermi qual altro, subisco. Che non hai le parole per dirlo detratta. Ritraggo, ritengo in abisso: se dirmi. Sorriso qual pianto a evitarti: dissentita. Che sfugge e detengo: implicato. E tu. Sortilegio: e il mancar (mi, tacendo: a evitarmi; ch'eludo ch'eludi. Sussurri una lacrima allusa, che scettica spilli, dimessa. Di poche parole. Perché m'assomigli lo starmi. Lo sguardo s'annulla: dedotta intenzione. E l'ormai che ti fai. S'umilia a sapermi. A te ti defalchi ti dubiti e svii: che (tu, ti/mi) domandi. Proiezione: riduce. Di te- me. E senza più baricentro. Finito. Ellissi sfocata: asimmetrica ellisse. E che d'un tic smarrito mi risolvo scrollando le spalle.
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L'autore
Presnaghe

Sono nato a Roma nel millenovecentoquarantanove il sei di febbraio. Da sempre vivo a Cagliari: queste due città sono i luoghi del mio amore e della mia memoria. Mi cimento, con discutibili risultati, con la poesia fin dall’adolescenza. Credo nella forza della parola e questa forza cerco di far comprendere e di trasfond

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Commenti (1)

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Clodiaf090416 novembre 2009

Pur avendo già apprezzato altrove (e qui confermando) la poliedrica capacità di questo autore nel creare quasi un codice linguistico nuovo devo dire che non ravviso quel quantum di passione e sensualità che dovrebbe - a mio modo di vedere - segnare un componimento erotico. Non ritengo che la poesia debba sempre essere sbocco immediato della propria emotività, anzi me ne guardo bene; tuttavia forse l'intellettualismo spinto - anche se molto colto, come in questo caso- e la ricerca insistita di parole rare o di veri e propri neologismi attenua l'umanità sottesa al fare poetico. Commento sincero, che scaturisce da lettura attenta, del quale ovviamente mi prendo tutta la responsabilità e con il quale non si vuole sminuire l'originalità dell'idea