L'ora della preghiera
Le parole ustionate
come le piante dei piedi
mi chiedono di rinunciare
ammutolire
concentrico
è il coraggio al terrore
nel fitto del silenzio
sembra quasi impossibile
avanzare
anche per me
che ho ossatura robusta
accanto al diospiro
coi rami penzoloni e i frutti acerbi
c'è una capanna di paglia e legni
dove mi piace stare
sono le sei di sera
le braccia lungo i fianchi
mi chino alla radura
del tramonto autunnale
m'avvolgono irreali
i suoi carboni ardenti
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Commenti (3)
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Paolo Ursaia18 novembre 2009
Colta, raffinata, un punto di sofferenza, e tanta classe. Versi che scendono nell'anima. Piaciuta
Daniela Messana18 novembre 2009
Siamo tutti preda della nostra spiritualità talvolta a noi oscura che ci assale e ci avvolge nei momenti di silenzio. Versi che evocano profonde sensazioni e pensieri di assorta riflessione. Bellissima.
Paolo Eroli18 novembre 2009
non conta dove pregare... dove in silenzio concentrasi sulle cose ...la spiritualita' non ha sedi stabili, almeno per me... ma vedo anche per te... na poesia intima che traspira onesta' spirituale... bella nei versi e nelle deduzioni!


