La mosca sulla parete verticale

Andando, per vie,
senza senso apparente,
lasciandomi nella delusione
di una vita persa in un pagliaio.
Goccia, dopo goccia,
fresca sintonia,
tempo in lontananza,
luci tra mille visi.
Cantando, i miei versi,
poco tonali nei momenti veri,
gridando il silenzio,
come una caffettiera che
lascia il suo orgasmo
agli ospiti addormentati.
Giro e mi rigiro nella notte,
come solitario nel deserto,
poi riprendo il filo del discorso,
e vado in alto.
C'è qualcosa che ancora allieta me,
è la gemma incastonata
dentro il vuoto esistenziale.
Vi saluto,
amici nascosti dell'universo,
manca poco, manca niente,
non c'è tempo tra le presenze d'oro.
Finalmente mi risveglio
dal lungo sonno,
una bimba ancora sente
il cuore dell'universo.
©
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