Verve di secondo piano
Verve di secondo piano
Si parte da occidente per cedere un tramonto
a cavallo di calme palme.
Oltre la linea nebbia degli amanti
si sagoma.
Equilibrio di piena luna si staglia nella bonaccia.
In smoking anche un palo della luce
caldo ai fumi di un posacenere
di un tavolino al dehor.
L'umiltà dell'arido sotteso soffuso
in uno sguardo cede l'arco all'angolo.
Sul ventaglio che danza
verve d'estate eccentrica e infantile
s'avventa l'ultimo bacio non dato.
Le scarpe in mano anche il tempo.
L'unisono scordato.
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Commenti (1)
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M
Maria Francesca12 maggio 2006
Una scrittura ridotta all'essenziale lascia i migliori echi poetici.