Meriggio
Michele Tropiano
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Sento lontane le voci di bimbi
felici né loro giochetti innocenti
meriggio di un giorno che lento
si spegne sui boschi incantati
abitati da gnomi e da elfi verdastri
come le foglie che volano lente
nell'aria odorosa di gemme fatate,
un grido vicino di freddo dolore
sento nell'aria che porta con sé
la scia di pianto sofferto di un bimbo
caduto dall'alto: accorre la mamma
non è niente tesoro ci sono qua io
che asciugo le lacrime tue... nel nulla
svanite al dolce respiro sul collo
una nenia sottile che percorre fra
i boschi incantati il vuoto meriggio
finito in una serata di piena tristezza.
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L'autore
Michele Tropiano
Commenti (1)
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Giovanna De Santis21 novembre 2009
struggente poesia in versi delicati ma che arrivano all'anima come un pugno di cruda visione. apprezzata ovviamente molto molto sentita.

