O uomo

e corri
e ti lasci alle spalle
giorni vuoti
foglie morte
rivoltate dal vento
e cerchi orizzonti lontani
dai vaghi sospiri felici
col tuo sguardo di pietra
o uomo dell'opera tua
riempi insensate ore
e ti crucci e baleni
di finti palpitar un animo negro
fermati respira
d'un mondo più allegro
di gioie d'un'aria più pura
del bello che matrigna offre la natura
e curati dei fiori tuoi più dolci
sorrisi di primo mattino
di puerili animi intensi
aggraziati abbracci
corone dorate del sesso gentile
ai regali d'un tempo che passa
non renderti ostile
affrettati poi
mentre ancora indeciso
intorno ti guardi
e' l'ultima chiamata
prima che sia
troppo tardi
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Midesa
nato(sono maschio) nel golfo dei poeti (a la spezia) nel marzo 1966...nel 2009 come per incanto all'improvviso ho incontrato le parole e la voglia di mettere su carta sensazioni emozioni desideri a volte nascosti anche a me stesso
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Silvia De Angelis22 novembre 2009
Molto ben scritta rispecchia con belle e scorrevoli parole la realta'. Piaciuta tanto
Shelly Nicole Del Santo22 novembre 2009
Versi bellissimi e melodiosi... la speranza di un uomo di afferrare le gioie che madre natura offre prima che sia troppo tardi è un incitamento a lasciarsi alle spalle i giorni vuoti e tristi. Molto apprezzata


