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Ribellione 24 novembre 2009 · lettura 3 min · 4807 letture

La ragione dei fessi

Pietro Roversi 164 poesie pubblicate
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Io questo modulo morale da dattilografi sotto dettatura da cittadini sotto dittatura non lo riempio, lo straccio - ne faccio coriandoli di segatura, e non me ne vergogno, e non ne sono fiero: con distacco come in sogno scoppio la pustola col siero. Lo faccio per amor del vero! Le prescrizioni religiose del gregge del buon pastore, da libro delle ore, le trovo un po' pietose, delle soluzioni da pelandroni, delle fesserie per padroni. La mia firma invece la metto su un foglio schietto che ho scelto con poche verità ma buone: il gusto del rischio, il sospetto del giusto, il rispetto del diverso, e il coraggio di pensare di traverso. Del resto me ne infischio. E così, mi riservo il diritto di legittima difesa, il dovere del dubbio, il privilegio della resa, il coacervo delle sicurezze temporanee, in affitto, e il sacrilegio di chi sta zitto quando la risposta è imposta. E dico ``Cribbio! Fate lo stesso anche voi no! O cosa siete - dei burocrati del cuore? Degli impiegati del cervello?'' Il contrario sono inezie, risibili immondizie, con conseguenze nefaste per i più: esattamente l'opposto delle norme chiamate un esempio di valore, una specchiata onestà, una chiara fama, o un punto di riferimento. Quel che ci vuole qui è un ammutinamento! Un dito alzato o un pugno chiuso al rincretinimento organizzato, al gruppo, ai suoi superficiali autori. Quel che ci vuole è il raggio di sole che arriva da fuori, mica il miraggio o il fuoco fatuo di quelli che da sempre uguali ai genitori, per bisogno di approvazione o mancanza di iniziativa, invecchiano, ma la loro vita seppur viva non è mai stata loro per davvero. E se in definitiva il modulo morale per intero diventa carta straccia, alla paura di perdersi nella selva naturale che come è già stato scritto "è un tempio in cui viventi pilastri a volte confuse parole mettono fuori'', (e io aggiungo, vi si aggira la belva trina dell'incipit della Divina Commedia) per tutta risposta si faccia una boccaccia! Non si confondano il vero con il bello, la logica con la tentazione, la chiarezza con la debolezza. Non ci si arrenda a un facile bisogno di conforto: noi ci facciamo carico del corruccio del cruccio, non ricorriamo al ciuccio quando qualcosa va storto, non denunciamo ciò che è morto come una sconfitta, non svendiamo la mente come una casa sfitta, all'asfissia della chiesa o al profitto dell'impresa. Prendiamo piuttosto la vita come viene e la gente com'è anche se non ci conviene: assumiamoci responsabilità e conseguenze dipendenti, e se proprio dobbiamo riserviamo l'intolleranza per certi alimenti. Purtroppo, un buon senso del reale è la sola morale che vale. E per evitare attacchi o tradimenti da parte di chi predica altrimenti, gli facciamo spallucce, giriamo i tacchi, sortendo sulla soglia scuotiamo le suole: gli facciamo pur credere quello che vuole, e gli offriamo soavi e indefessi delle pacche sulle spalle da ignavi, da schiavi, annuiamo a un'opinione da dementi, insomma gli diamo la ragione dei fessi!
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[18042009]

L'autore
Pietro Roversi

Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc

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Commenti (5)

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Lina Sirianni24 novembre 2009

Combattere per le proprie ragioni serve forza e tempo, oggi è molto più facile incontrare ignavi per la strada che eroi ... Una riflessione cosi, di prima mattina non fa mai male, apprezzata

AlexMen24 novembre 2009

Madonna come è lunga... comunque un bel messaggio di chi fa della propria inegrità morale... la scelta di vita. !

Amara24 novembre 2009

...purtroppo io così non l'avrei mai saputa scrivere... ma a mio modo... ho già manifestato una perfetta adesione a questa poesia... che è per me una sorta di... traccia di vita... inutile dire quindi... quanto la trovi bella... nel senso e nella stesura... e quanto la condivida...

Carlo Fracassi25 novembre 2009

Credo senz'altro ben descritto in questa piacevole filastrocca quel mondo di bacchettoni, di farisei ipocriti e di lacché in cui ci troviamo a vivere ogni giorno vis-à-vis.

U
Ugo Mastrogiovanni27 novembre 2009

Quando l'uomo fa poesia del suo coraggioso pensiero ecco che fa leggere poesie egrege come questa.