472 lettori online · 361.430 poesie · 7.573 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 25 novembre 2009 · lettura 2 min · 1395 letture

L'Uomo del Giorno dopo

Michael Sharazi 73 poesie pubblicate
+ Segui
"L'Uomo del giorno dopo vive nell'ombra accanto a te, quante volte l'hai guardato con l'occhio del disprezzo, gli lanci due monete per pulirti la coscienza, ma mentre cadono nel cesto l'hai già dimenticato. Tu torni a casa, la tua bella casa, Lui una casa ce l'aveva... adesso, due cartoni, una coperta ed un letto di cemento avvolgono le sue notti insonni: quanto freddo può essere l'inverno nelle notti di rugiada, quanto torrida può essere l'estate nelle notti di scirocco, quanto lunga può essere la notte per chi vive senza luce... L'Uomo del giorno dopo, una scheggia del futuro, umiliato da un presente infame, mai ha gridato il suo dolore, mai tu lo hai sentito; un grido del Silenzio che assorda più di mille parole. Laggiù, all'ombra della Città Eterna a cui nessun sogno è proibito, sotto la Storia di un monumento vecchio come il Tempo, si consuma il dramma di un uomo che sogni ne avrebbe tanti, ma a cui sognare è stato negato. Tu lo chiami Barbone... Lui ti chiama Signore, dov'è il rispetto? Tu lo ignori, non lo vedi... e Lui ti guarda: due occhi svuotati dalle lacrime, due occhi spenti nel Dolore, uno sguardo fisso e rassegnato che chiede solo Aiuto. L'Uomo del giorno dopo Muore, muore nella Città Eterna, sepolto senza tomba, vicino, i fiori di nessuno muore nel pianto del silenzio, come un Giglio sull'asfalto strappato dall'Eterna indifferenza."
♥ 0 💬 4
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

"Febbraio 1998" - "Questa Poesia è dedicata ai "senzatetto", la scrissi anni fa dopo che per caso mi intrattenni a parlare con uno di loro nella stazione della mia seconda città, Roma, unica e meravigliosa a cui sono legato tantissimo. Quella sera, quell'uomo semplice, umile ma fiero del poco che aveva, si definì "la scheggia del futuro" perché lui un presente ormai non lo aveva più e nella vita futura riponeva tutti i suoi sogni... mi colpirono tantissimo i suoi discorsi, i suoi racconti, facendomi riflettere su quel mondo che vive intorno a Noi ma che spesso fingiamo di non vedere...

L'autore
Michael Sharazi

Buongiorno a tutti, mi chiamo Michele, ho 35 anni e sono di Parma e se ora la mia insegnante di Italiano venisse a sapere che scrivo poesie, si strapperebbe tutti i capelli, ma la Vita è piena di sorprese e un giorno, per caso, ti scopri come mai ti saresti immaginato... Ho iniziato a scrive, come penso molti altri, pe

Tutte le opere →

Commenti (4)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Simone Bello25 novembre 2009

Poesia triste e commovente, arriva direttamente al cuore del lettore da un cuore grande quale quello del poeta. DAVVERO apprezzata tanto. La conservo.

Antonella Bonaffini25 novembre 2009

Io vivo a Roma da 10 anni, lavoro a Piazza Barberini e sotto gli archi di Piazza della Repubblica ebbi modo di avvicinarmi ad uno di loro... affascinata e triste. Il Mendicante Stanco... fu composta quella stessa sera. Belissima la tua.

Carlo Fracassi26 novembre 2009

Anch'io Michael ho conosciuto e parlato con diversi diseredati, dai quali ho appreso storie straordinarie, raccontate con tanta umiltà, persone degne d'ogni rispetto che a parole tutti vorremmo aiutare ma nei fatti non le portiamo a casa per condividere con noi la nostra mensa. Così ci limitiamo a conficcarci una spina nel cuore a monito e ricordo del loro dolore; meglio questo che la più completa indifferenza.

Carla M Casula8 dicembre 2009

Senza parole... sono profondamente e commossa e colpita da questi versi che palesano la grande profondità di pensiero e l'immensa sensibilità d'animo dell'autore. Versi che dovrebbero far riflettere e vergognare coloro che si lamentano continuamente per futili motivi e non si rendono conto che ci sono tanti individui, ahimè "trasparenti",che conoscono la vera sofferenza e le umiliazioni tipiche di chi è costretto a vivere una vita che non gli appartiene, perché la sua non esiste più,è inchiodata nel passato. E' vero, i senzatetto non vivono il presente, perché il presente non ce l'hanno, ma vivono e piangono di passato e nutrono flebili speranze nel futuro. Stile chiaro ed espressivo, contenuto profondo e toccante. Degna di mille elogi!