All'alba
Resti a sognar su quella riva
lo sguardo si posa incredulo
a cercar dove non c'è più tramonto
dove la dignità si è persa
affogata nell'ingordigia
nella depravazione dilagante
della moralità solo un ricordo
la carità ormai è una malattia
di cui evitar solo il pensiero
così ti guardi intorno
vorresti scappar via
fuggir lontano
spogliar dell'armatura le tue membra
spezzare la tua lancia
e lasciare al vento
le pale del mulino
anche il gabbiano
più non emette grido
è lì
ti vola intorno
smarrito
o forse è solo la tua mente
che più non sa sentire
ma allora perché quella lacrima
quel dolore che ti brucia dentro
perché non riesci più ad alzarti dallo scoglio
è l'alba Giacomino
da qualche parte è nato ancora il sole
voltati
vallo a cercare
non arrenderti ora
continua a camminare
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Antonella Scamarda26 novembre 2009
Accorgersi della stoltezza umana e volerla combattere, sentire che è come se si lottasse contro un mulino al vento, ma dopo la resa, l'anima spera ancora che qualcosa possa cambiare... Non è stupenda... di più!

