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Riflessioni 26 novembre 2009 · lettura 3 min · 4135 letture

Due uomini e una gamba (come eravamo)

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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La linea ferroviaria taglia in due la mia città e nella bella stagione, da un lato alberga la bolgia magmatica del mare, un cuore che pulsa all'impazzata giorno e notte senza un attimo di tregua, dall'altro risiede la quiete notturna del centro storico. Durante le sere d'estate, spesso, passeggio sognante fra quei vicoli stretti e scarsamente illuminati come ai tempi della mia prima giovinezza vissuta in città, quando ebbi l'avventura di fare amicizia con dei personaggi straordinari, residenti in un borgo popolare posto s'un crocicchio. La prima via, è un lungo budello di case a schiera, senza soluzione di continuità, con finestre e portoni lillipuziani e non più alte di un cammello; la seconda, inizia con una chiesetta e termina con un'osteria, unica gobba naturale, larga quanto la schiena d'un elefante; infine, la terza che ad allungar un braccio dalla finestra tocchi le tette della dirimpettaia. Lì, al fresco della sera e la luna che rischiara socchiudo gli occhi ed ancor rivedo quei personaggi da favola che vivacizzarono le mie verdi stagioni, vagabonde e spensierate. Ma or dunque vi voglio raccontare di Luciano lo zoppo e di Quinto orbato agl'occhi, titolari di una legatoria ove intrapresi, si fa per dire, il mio primo lavoro d'apprendista "stregone". Mentre ricucivamo vecchi libri mi dissero: "Tu che ci vedi bene e hai le gambe buone, domani va a Bologna a far spesa per la bottega". Perché, proprio io? Domandai. Mi raccontarono che, anni addietro, recatisi a Milano, presso un punto vendita a due passi dalla stazione ferroviaria, per comprare materiali di lavoro introvabili dalle nostre parti, Luciano scivolò sul selciato fangoso, rovinando a terra e Quinto, che si teneva stretto al suo braccio gli cadde sopra di culata sulla gamba fasulla, come sacco di farina cade; il tutto sotto una pioggia scrosciante che scendeva a catinelle. Rialzatisi a fatica, con l'aiuto dei passanti, Luciano si sfilò dal femore la gamba di legno, che rompendosi alla giuntura del ginocchio non lo poteva più sostenere. Così Luciano, con quel cimelio sottobraccio, reggendosi su Quinto che gli era avvinghiato come un serpente sulla liana, entrò in negozio. Il commesso a vederli così conciati, bagnati fradici, l'uno arrancando e l'altro con le mani avanti i muri strisciando, cominciò a chiamare a gran voce il padrone che stava nel retrobottega; questi accorse allarmato ma riconosciutili, proruppe in una fragorosa risata che al pensiero, ancor da quelle parti echeggia. Fin qui tutto bene, direte Voi, ma non vi dico quando i due dovettero ripercorrere quei duecento metri che separavano il negozio dalla stazione! Luciano con la mano sinistra portava la gamba, puntellandosi col braccio destro sulla spalla di Quinto che a sua volta teneva sottobraccio due grossi e lunghi tubi di cartone in cui erano contenute le preziose pergamene per la rilegatura ...ma per fortuna... nel frattempo, aveva smesso di piovere e il tempo si rimetteva al bello!
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Quando 40 anni dopo vidi il film "Tre uomini e una gamba" non risi così tanto come al racconto dei due amici. I fatti sono risalenti al 1958; Luciano vive ancora (78 anni) e quando c'incontriamo non possiamo fare a meno di ricordare, sia quell'avventura, sia altri fatti esilaranti accaduti a quel tempo, sganasciandoci dalle risate.

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (8)

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L
Lorenzo Crocetti26 novembre 2009

Indubbiamente esilarante e divertente questo bozzetto del Fracassi. E per di più raccontato con buona arte. L'unica cosa che mi sento di dire, pur apprezzando al massimo questo scritto, è che esso mi appare più appartenere alla prosa che non ad un genere poetico vero e proprio. Se ho sbagliato mi perdoni l'autore. Vorrà dire che anche io ho una parte del cervello... di legno! E forse, come per la gamba di Liciano, quel pezzo del mio cervello si è staccato dalle giunture e io non riesco più a camminare... scusate, volevo dire: a pensare.

Lina Sirianni26 novembre 2009

Fa bene al cuore leggere storie come queste... gran bravura dell'autore, è riuscito a trascinarmi nella sua storia e a divertirmi, d'ora in poi quando rivedrò scene del film " tre uomini e una gamba" mi ricorderò di questa poesia, molto molto apprezzata!

Paolo Ursaia26 novembre 2009

Apprezzata... si sorride, dolcemente. Versi musicali, che si lasciano scorrere. Piaciuta

Angela Rainieri26 novembre 2009

Una storia incredibile, ben scritta, che lascia un gradevole sorriso nel finale. Letta con piacere e apprezzata tantissimo.

Salvatore Ferranti26 novembre 2009

Una storia vera che cattura il lettore e lo proietta nel passato, concedendogli un viaggio dal quale torna arricchito di esperienza e sensazioni che rimangono.

Rita Minniti26 novembre 2009

Sì... sarà anche prosa ma che prosa! Una miriade di versi che scorrono come un fiume e che non lasciano respiro, se non dopo averla letta tutta d'un fiato. Ogni particolare sembra di viverlo personalmente e personalmente sembra di vedere questa scena, buffa e divertente, scorrere davanti agli occhi, che tiene il lettore col fiato sospeso, dall'inizio alla fine. E se anche fosse prosa... bè... la vicenda è stata raccontata talmente bene e con bravura che lo perdoniamo!

Jeannine Gérard27 novembre 2009

E come sempre il Ns. autore LC. fà notare cose, che tutti in silenzio avremmo notato da soli, ma ben venga la prosa n'est- ce pas, quando soprattutto è scritta con umore e sentimenti come questi versi vergati dalla mano dell'autore con tanta sapienza, com... pli, menti. Fortunato di avere tanti bei ricordi di gioventù...e allora ben venga la prosa per farci partecipare alle sue gioie e alle sue risate...

Nadia Mazzocco29 novembre 2009

Questa poesia è fantastica, molto... molto bella .Uno splendido autore che ci regala con un sorriso questa storia.