L'ibis dagli occhiali tondi
Se ci fosse permesso
di ascoltare la lingua
della nostra volontà,
voce profonda,
senza la diacronica
distorsione
che passa
tra l'alba e l'occaso
d'un qualsiasi pensiero,
probabilmente
di credere alle coincidenze
smetteremmo
immediatamente.
Immaginar mi inonda.
Non c'è supremazia esterna...
In me, solo dadi senza cifra...
Niente affonda dalla superficie...
tutto affiora dal profondo...
Ho in tasca la felicità dell'universo
Ma non trovo più la giacca.
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Commenti (3)
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Salvatore Ferranti26 novembre 2009
Una poesia che è stupenda riflessione- introspezione, che emoziona. La chiusa, poi, la trovo geniale.
Rasimaco27 novembre 2009
bell'indovinello...! da sbatterci la testa e poi alla fine accorgersi di non aver cavato il fatidico ragno fuori dal buco... purtuttavia almeno leggendola ho deliziato le mie orecchie con la musicalità dei suoi versi... piaciuta comunque.
Giuseppe Monteleone29 novembre 2009
Senza la giacca non si entra in casa Leopardi - assolutamente - in casa Montale forse... eccezionale componimento... Grazie per i tuoi inviti a leggermi...


