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Impressioni 27 novembre 2009 · lettura 1 min · 1521 letture

La marcia di circostanza

Sincity 198 poesie pubblicate
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ti vedo scemar nel presente d'ogni cosa talvolta sparir nello strato addolorato della tua epidermide ma tu marcia uomo marcia lascia al fato il pasto delle spine esci è sei già luogo solitario scheletro modello d'atelièr in posa d'anni senza vita vestir una memoria in trincea promessa alla morte ma tu marcia uomo marcia lascia al suono il compito dell'urlo d'effetti ottici completi il vissuto dell'amor pensato mistero del vedere? burla del dolore nulla sai del tuo coraggio di ombre sciolte da lampade murali di talismani a misurar la fortuna sol del cuor tuo al tocco di Minerva marcia uomo marcia lascia al fuoco i gradi di sofferenza chi salverà la materia delle parole quando la mente terminerà i fogli del dire ogni lingua è padrona nella propria babele ma oltre i confini del parlarci siamo un silenzio in terza persona ma tu marcia uomo marcia e se vorrai io ti accoglierò nell'orologio senza tempo del mio ascolto
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Commenti (1)

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Giorgia Spurio27 novembre 2009

marcia di inerzia, di circostanza, di convenienza... l'uomo stesso si divora da solo, si consuma nella propria epidermide e in essa si nasconde fino a sparire."lascia al fato il pasto delle spine":verso prepotente, ribelle al destino che ci spaccia spine per cibi prelibati."lascia al suono il compito dell'urlo" anche se sei scheletro, anche se hai una memoria in trincea, anche se vuoi urlare... che l'amore sia solo effetto ottico? bella metafora dell'amor illusorio. l'uomo deve ancora scoprire cosa sia:"saresti capace, uomo, di esser meglio di Prometeo, di rubare il fuoco a cui devi lasciare la sofferenza, che i gradi di ustione appartengano al fuoco e non all'epidermide umana". l'ultima strofa verso per verso spettacolare: oltre l'estinzione "marcia"