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Impressioni 29 novembre 2009 · lettura 1 min · 2936 letture

Guardando via Sabotino

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Quel silenzio è solo mio e ragiono come una foglia restando attaccato più che posso al mio ramo quasi secco asciugato da quest'autunno uggioso che parla solo di croci mentre osservo la via e passi frettolosi che s'allontanano nel silenzio ch'è solo mio.
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...composta il pomeriggio di un 2 novembre di qualche anno fa mentre me ne stavo seduto su una vecchia panchina vicino al cimitero di San Giovanni...

L'autore
Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (15)

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Daniela Messana29 novembre 2009

Il senso di appartenenza ai luoghi a noi familiari parla al nostro animo che attento osserva e risente emozione. Mi coinvolge. Bellissima.

Antonella Bonaffini29 novembre 2009

Una fotografia composta che raggiunge l'anima... bellissima!

Paolo Ursaia29 novembre 2009

Poesia raffinata ed intensa... pochi versi, perfettamente pesati... un mare di sensazioni. Molto piaciuta

L
Loreta Salvatore29 novembre 2009

Il testo esprime la condizione esistenziale e la relativa fragilità nella metafora della foglia che si stacca lentamente dal ramo. Lessico elegante e contenuti significativi rendono i versi una sublime creazione poetica.

Lina Sirianni29 novembre 2009

Raccogliersi nei pensieri, non udire quel che succede attorno in un silenzio "proprio" riflettere sulla vita e all'attaccamento ad essa ... Sempre molto profondo il nostro autore... Apprezzata

Anna Maria Obadon29 novembre 2009

Se ci si siede fuori da un cimitero il 2 di Novembre si ha l'impressione di assistere ad una specie di sagra, a volte ho l'impressione che manchino le bancarelle con i dolciumi e lo zucchero filato. E' una vera e propria conquista se si riesce ad isolarci nel silenzio che ci appartiene per riflettere. Ho conosciuto popolazioni "cosidette incivili" che festeggiano i loro morti con balli canti e tavole imbandite. Saranno poi così incivili? La poesia è molto ben scritta come sempre.

O
Orma Detruria29 novembre 2009

un'istantanea che pesa tra contrapposto sentire, direi anche umile per quanto possa essere magnificamente umile il sentire di un vero uomo

M
Mau035829 novembre 2009

Caro Prof.,non per contraddire, ma quel silenzio solo tuo, mutatis mutandis,è di tutti, anche se in modo diverso. Insomma siamo tutti dentro quel grande silenzio che crediamo solo nostro ma è comune a tutti differendo solo in tempi e modi. Come per tuo solito la poesia è di grandissima qualità e sicura presa sul lettore.

Carlo Sorgia29 novembre 2009

Date e momenti, istanti, in cui ogniuno di noi ripercorre il proprio vissuto e con la mente spazia e ... riflette. Molto bella.

L
Libera Mastropaolo29 novembre 2009

Struggente poesia nei ricordi... splendida nella forma e nel contenuto. Grazie, maestro!

Berta Biagini29 novembre 2009

Un piccolo quadro ove solo il dolore sembrerebbe respirare in prima persona.

Gaia22 Tiziana Porcelli29 novembre 2009

Sembra palpabile quel silenzio... Attraverso i versi dell'Autore se ne percepisce la profondità... Sono i silenzi colmi di pensieri che attingono dal luogo in cui ci si trova... ed in quelle circostanze si fa un sunto della propria esistenza... del come ci si sente e "ragiono come una foglia/restando attaccato più che posso/al mio ramo quasi secco"... Si prende coscienza della propria esistenza... Letta con apprezzamento...

Nadia Mazzocco29 novembre 2009

Veli di malinconia su queste impressioni profonde del Poeta, espresse con bellissimi e intensi versi... ottima!

P
Paolo Faccenda29 novembre 2009

Considerata anche la nota, la trovo ottima e profonda seppure triste, facendo riflettere in quel silenzio che avvolge.

Stefano La Malfa29 novembre 2009

Riflessione elegante e saggia sulla fragilità della vita che non difendiamo abbastanza. Versi stupendi che condivido.