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Pasquale Lettieri
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La luna cala opaca nella mia anima,
e il sole la mattina anche versando
sul mio viso teneri raggi,
non mi riscalda.
La fitta nebbia avvolge la mia mente,
e il succo delle arance non mi disseta.
Amavo la luna,
quella vista ad Ipanema,
quella vista a Buenos Aires,
e quella splendida, che sul golfo di Napoli
la fa ancora da padrona
con la sua corona di stelle.
Ora la guardo come fosse estranea,
estranea al mio provare,
estranea al mio sentire,
una sconosciuta e insignificante luce riflessa.
Non vi è nulla che possa portare acqua
e luce nel mio cuore,
allora scavo nei ricordi sbiaditi del passato,
e cerco di dissertarmi dell'acqua stantia
che mi dissetava un tempo,
ma stanca finisce, ha già pulito marciapiedi intasati,
e vicoletti senza luce, finisce,
finisce presto, si arresta,
è così torna il nero mantello che indosso,
quello della realtà oscura e marcia,
quella del quotidiano dolore forte che stringe stretto,
il mio spirito provato.
©
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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