Il rosario del male
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il titolo attrae molta attenzione. il cuore stesso si avvelena da solo. non è luce ad illuminare bensì il buio. il cielo non prova amore,"neppure io ho il coraggio di farlo"di amare me stesso. Lacrime come perle nere, lividi dell'anima, e i sogni si lacerano. "duca del male",verso me stesso: perché si è provato odio verso l'amore dell'altra, odio verso la sua scomparsa."uccido il mio cuore, me ne nutro","mi stupro l'anima":versi che colpiscono con profonde antitesi passando dal masochismo al cannibalismo. annullare se stessi, oppure farsi del male per sentirsi vivi o semplicemente delirio. Infine "continuo a recitare il folle rosario"...non c'è tregua ormai il cuore è zuppo di male e pazzia. metafore da brivido cool dark poetry introspettiva
Intensa descrizione d'un sentir amaro che sprofonda in stati d'animo fortemente negativi. Versi ben delineati in una metrica scorrevole Apprezzata
L'amore, dolce strumento di autotortura... Originale modo di trattare il tema, struttura buona.
E' difficile accettare che la realtà sia differente da quella sognata e benché se ne prenda atto si continua a sperare che qualcosa possa cambiare, ci si convince che forse non tutto è perduto, che domani possa avvenire il miracolo capace di porre fine alle miriadi di congetture che avvelenano l'anima... ma intanto passano i giorni e nulla cambia... Molto bella...
Una nottata che è un viaggio all'inferno per mano con l'amore. Le emozioni sono chiare e le figure retoriche sono pulite. Vale la pena di ricordarsi di questi momenti quando sono passati.



