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Introspezione 3 dicembre 2009 · lettura 1 min · 3575 letture

Se fossi gli occhi della vita

Marco Canonico Baca8175 377 poesie pubblicate
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Anche se sei stufa non scaldi granché né la mia suscettibilità tantomeno il mio verbo perché io sono l'inverno e le braccia sono stalattiti che pungono ma non circondano le gambe colonne infrangibili come il confine che disegno ad ogni passo per tenere lontano il vivere che ha troppi fiocchi da sciogliere e se non li dipano mi faranno crescere ancora posandosi malgraziamente sui miei rifiuti imbambolati che sbeffeggiano dalle pupille le feci che mi trottano attorno.
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L'autore
Marco Canonico Baca8175

Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!

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Commenti (5)

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Frammento3 dicembre 2009

...è tanto bella anche se boh, lascia sempre un po' di amaro...

Giorgia Spurio3 dicembre 2009

vita anche se sei calda (bel gioco di parole tra stufa che dà calore e stufa come aggettivo) sempre freddo fai sentire. "io sono l'inverno":che verso superbo, una semplice metafora che fa capire quanto freddo possa avere il cuore. analisi di un'introspezione in cui l'anima si sente regina di rifiuti e spazzatura. belle metafore che fanno entrar nel pieno del concetto espresso!

Rasimaco4 dicembre 2009

in effetti un commento migliore di quello di Giorgia non poteva esser fatto, poiché il senso, nonostante l'autore si esprima con un simbolismo di particolare bellezza e tutto suo, è chiaro... io ho sempre avuto un particolare apprezzamento per questo suo stile che esprime il suo pensiero, spesso venato da amarezza o da malinconia, lasciando al lettore la possibilità di spaziare...

M
Marina Como7 dicembre 2009

Se lo sguardo del poeta fosse quello "della vita" e la abbraccierebbe, potrebbe diventar grande e guardare le cose in un modo diverso. Un mondo da rifiutare in toto, il mondo adulto. Regno di "spazzatura" che è meglio "sbeffeggiare" come un monello, piuttosto che farsela nevicare (ancora il gelido dei fiocchi di neve) addosso. Meglio rimanere congelati nel proprio isolamento anche e soprattutto affettivo piuttosto che diventare uno stronzo (feci che trottano) di adulto.

Clodiaf09049 dicembre 2009

Inizialmente criptica questa poesia nella lettura, per via delle continue metafore e per l'iniziale - originalissimo- gioco di parole che però non definisce l'interlocutore. Aiutata però dai commenti degli altri poeti mi avvicino al mondo interiore svelato dall'autore, peculiare e con un fondo amaro. Componimento molto intelletuale - nel senso migliore- e "pensato". Struttura sorvegliata.