Il lupo
Il lupo mi osserva
urla iroso a una luna spenta
mi segue famelico
fiuta il mio disagio
le mie angosce
sente le mie debolezze
digrigna i denti
pronto ad azzannarmi
aspetta che cedan le mie gambe
quando in ginocchio
gli porgerò la gola
lo sento il suo fiato
mi alita sul collo
allungo il passo
sempre più stanco
sempre più incerto
ma lui è sulla mia ombra
non demorde
è tanta la voglia di fermarmi
di cedere alla ferocia del suo ghigno
alla ferocia di questa vita
alla solitudine che mi porto dentro
a questo mio dolore che forse non ha ragione
ma che logora i miei giorni
che pone limiti al mio sguardo
che assorda il mio sentire
mentre la mia voce urla
un grido senza eco
che si perde oltre l'infinito
ove nessuno sente
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Antonella Scamarda6 dicembre 2009
Versi straripanti di dolore, che trafiggono il cuore, pur nella loro usuale bellezza... ascoltati e molto sentiti.

