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Riflessioni 6 dicembre 2009 · lettura 1 min · 5870 letture

Peso sulla mano aperta

Amara 795 poesie pubblicate
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mentre scrivo tengo sul palmo questo vedermi fatto di rughe e spine d'abbagli e cecità e di sorrisi sbiechi potrei già essermi persa in un dedalo di vicoli dove su porte rosse penzolano storti al chiodo sfacciati inviti sorridenti che si confondono d'uguale questa carne che non sa tacere preme e questo cuore zitto inganna ma stringo nella mano specchi magici che percuotono il pensiero spronandolo a non disperderne il senso...
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L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (9)

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Salvatore Ferranti6 dicembre 2009

Una poesia molto bella, riflessione vera oltre che introspezione, di grande impatto emotivo. Una perla da conservare.

M
Mau03586 dicembre 2009

Incantevole, la trovo semplicemente una POESIA incantevole. Meglio o di più del proprio animo, in senso affettivo, non so se l'Autrice potrebbe dire in questo tratto della sua vita guardandosi indietro.

P
Pp6 dicembre 2009

Sentita riflessione introspettiva, molto piaciuta, tieni sempre stretti... gli specchi magici... sempre...

Antonio Biancolillo6 dicembre 2009

Che forza espressiva... mirabilmente scritta che porta a catturare il lettore... Metafore che sanno incantare emotivamente... Una lirica da incorniciare...

Paolo Ursaia6 dicembre 2009

Immagini, che scivolano dentro con classe, con una musicalità ipnotica. Piaciuta

Guevara6 dicembre 2009

...è così, quando il tempo, con le sue delusioni frusta il nostro cuore, questo si azzittisce .Con il tempo prende forza e coraggio la carne, quasi a voler ricercare in quel pezzo una parte dell'amore... l'amore. Dentro di noi, anche se il cuore è anestetizzato, rimarrà sempre il desiderio il bisogno di rivivere qualcosa di grande "specchi che spronano a non disperderne il senso".Brava nell'esposizione, profonda nell'introspezione.

Maurizio Spaccasassi6 dicembre 2009

Poetica del linguaggio del corpo che mediante metafore si materializza in versi di poesia. Il sentire tra la mano e la penna, l'atto di vedersi altrove come in un passaggio di vecchiaia e dolore, per aver perseguito cieche verità e illusioni, falsi sorrisi di persone poco trasparenti. In questo viaggio ci si può perdere tra i vicoli del tempo, ma rimangono in vista i volti di persone gentili, che nella falsità hanno il comune denominatore. La mano scrive e non sa star ferma, il cuore che sembra impassibile invece mente. Ma fra le mani di una poesia ci sono specchi magici, che spaziano il tempo allargando il pensiero per non fargli nemmeno per un attimo perdere la strada del buon senso. Poesia ermetica che ha nella sua esposizione incanto e bellezza

Clodiaf09047 dicembre 2009

Il potere consolante della poesia in immagini dure, introspettive, dolenti. Struttura più che buona, esalta il contenuto.

Antonella Bonaffini8 dicembre 2009

Grande armonia poetica, indubbia capacità espressiva... un'autrice che trascina. Bellissima!